Quaestio

Utrum quaeritur ad evangelium praedicandum
scientia physica ignorare possitur.
Et videtur quod sic.
(…imitando Tommaso)

ANDARE A CUCIRE (A. Zanzotto, da “Idioma”, 1975-86)
                 A la Maria Carpèla
(che la ‘ndéa a pontar par le case)

Si no ‘l te fèsse ‘n paradiso
aposta par ti, anca si paradisi no ghe n’è,
al saràe da méter a l’inferno
l’istesso Padreterno –
la saràe da méter a l’inferno
tuta, tuta quanta “la realtà”,
si par ti no la fésse ‘n paradiso
pien de bontà come la tó bontà,
gnentaltro che ‘l paradiso
come che ti tu l’à pensà.
A Maria Carpel (che andava a cucire presso le famiglie) Se non ti facesse un paradiso / apposta per te, anche se paradisi non ce ne sono, / sarebbe da mettere all’inferno / lo stesso Padre Eterno – / sarebbe da mettere all’inferno / tutta, tutta quanta la realtà, / se per te non facesse un paradiso / pieno di bontà come la tua bontà, / niente altro che il paradiso / come tu l’hai pensato.
Non sappiamo molto di Maria Carpel se non che passava di famiglia in famiglia a rammendare calzini, rattoppare strappi dei vestiti, accorciarli o allunagarli, magari rivoltarli per prolungarne la vita. Mestiere (anzi, mestierol) spazzato via dal consumismo dilagante (vedi, sempre in “Idioma”, “Intervista”). Forse il suo unico compenso era una scodella di minestra, una fetta di polenta, un bicchiere di vino…

Sappiamo però che nelle famiglie, mentre pontava, cuciva, portava allegria, portava bontà per la quale non chiedeva compensi. La elargiva contenta di creare in Terra, forse senza saperlo, un pezzetto di quel Paradiso che lei immaginava.

Aveva bisogno di sapere cos’è il Big-bang per trovare la via del Paradiso? non credo… e in Paradiso oggi la Maria c’è di sicuro e avrà portato con sé in dote l’allegria  e la bontà che ha generato in Terra.

Se vogliamo che anche la scienza serva a qualcosa (per la nostra salvezza intendo), allora la dobbiamo trasformare in bellezza, in soffio universale che tutti possono respirare a pieni polmoni. Magari senza scrivere formule matematiche, ma dipingendole in un quadro o nascondendole nelle pieghe di una poesia.

 

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